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INTRODUZIONE ALLA CUCINA.
Creare una "cucina rassicurante", ai tempi d'oggi, non è impresa semplice viste le moltitudini di prodotti che si trovano in commercio. In questo "spazio", che riflette quello della cucina, verrà messo a disposizione di chi, avendo interesse nel raggiungere i prodotti di buonissima qualità, voglia creare nella propria dimora uno spazio in cui nulla si metta da parte, perchè il concetto di cucina implica tantissime cose oltre quelle che ci verrebbe spontaneo da pensare. Il cibo in se ha bisogno di essere esposto a quella che è la percezione globale dell'essere umano. In poche parole bisogna stimolare tutti i sensi che l'uomo può mettere in funzione nel suo "vivere la vita", e per riuscire in questo intento si deve tenere ben presente che la cucina è una forma d'arte e non può essere assolutamente sottovalutata nel momento in cui essa si attua. >> |
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Premesso ciò vorrei
introdurvi in quel che questo spazio vuole e vorrà offrirvi. Come prima cosa l'obbiettivo primo in tutto ciò sarà quello di portare a compimento l'aspetto creativo del cucinare, ossia permettere alla nostra creatività di accompagnarci durante l'atto di assemblamento di quel che il mondo culinario propone. Per far ciò si rende interessante l'attenta attività del ricercare, grazie alla quale si potrà portare a conoscenza di certi saperi chiunque voglia "accomodarsi" in questo spazio. Per far ciò si richiederà, da parte di chi ne è interessato, una collaborazione attiva per trasmettere certi saperi, discuterli e tutto quello che ne può derivare. Quanto elencato è un sunto di quel che il progetto racchiude e per questo troverò sicuramente molto più opportuno informarvi ogniqualvolta il progetto compie un passo (sia in avanti che indietro), perchè solo così posso realmente aggionarvi su quel che il divenire permetterà. |
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SECONDO AGGIORNAMENTO.
L'attesa ha portato, finalmente, i suoi frutti e per questo sono lieto di annunciare che uno dei primi passi è stato compiuto. La ricerca di prodotti di alta qualità mi ha condotto alla scoperta di una società che, grazie alla sua storia, si è fatta strada con la qualità del prodotto e non attraverso la qualità della pubblicità. Questo fatto lo ritengo molto importante perchè è sinonimo di continua miglioria del prodotto offerto e credo che questa "catena di perfezionamento" sia il miglior modo per convincere il proprio cliente. Detto ciò volevo dirti che adesso il mio lavoro in questa "cucina rassicurante" è quello di aprire qualche sportello per poter introdurre quei prodotti che sono il frutto della mia ricerca. Per compiere questo lavoro avrò bisogno di un pò di tempo, anche perchè oltre alla "cucina rassicurante" devo curare altri spazi all'infuori di questo. Nell'attesa del momento in cui i prodotti saranno inseriti nei relativi spazi non mi resta che augurarti un buon proseguimento di momenti. PRIMO AGGIORNAMENTO.
In questo periodo di transizione si sta cercando di portare avanti e concludere uno degli obbiettivi della nascita di questo sito, ossia l'offrire al cliente degli ottimi prodotti di alta qualità per la propria cucina. Ecco perchè tendo ad informarti che qualcosa in questa direzione si sta muovendo, e naturalmente la buona ricerca necessita di più tempo rispetto ad una ricerca approssimativa. Sono convinto, e spero, che presto si arriverà alla svolta (confidando nelle aziende da me selezionate),e una volta raggiunta, il "tutto" prenderà forma ed inizierà ad avere un contenuto molto più variegato. Nell'attesa del momento in cui avverrà ti auguro un buon proseguimento di momenti. |
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"L'arte
del cuoco sta proprio nel contraffare e nel travestire gli alimenti;
nel cavare un pesce da una vulva, un piccione da un pezzo di lardo, una
tortora da un prosciutto e una gallina da un culatello"
Petronio Arbitro, Satyricon.
Con queste poche parole prese in prestito, volevo trarre spunto su quella che è la riflessione sul cucinare. Nel discorso che intraprenderò volevo subito sottolineare l'importanza della passione come elemento portatore di creatività, interesse, crescita e quant'altro. L'atto di cucinare, quindi, richiede una "base passionale" che faccia nascere e crescere quel che è il PROPRIO pensiero di sviluppo verso un traguardo dettato da esigenze personali e non da quelle collettive. Dico ciò perchè l'uomo è sempre esposto a cadere nei tranelli dell'influenza verso quel che è il "credere comune", ma non è detto che il credere comune sia influenzato da cose, in fin dei conti, sbagliate. Per questo ritengo che l'attenzione verso il PROPRIO cammino sia la prerogativa per raggiungere dei traguardi che soddisfino appieno gli sforzi fatti. Per finire volevo allegare all'immagine qua nel fianco un link che porta ad un documento che ha delle potenzialità per quanto riguarda il vedere lo stimolo del mangiare collegato alla completezza dell'essere umano. Fatevi le vostre idee e se volete dire la vostra a riguardo mandatemi un messaggio di posta elettronica al mio indirizzo email e poi sarò lieto di pubblicare le vostre impressioni per poi farle discutere da chi è realmente interessato all'argomento in questione. Tenete presente che questo lavoro farà sicuramente nascere degli approfondimenti che saranno utili a chi partecipa attivamente a questo BENEFICO lavoro. |
| L'esigenza
di
quello che sta per venire nasce dal fatto che le considerazioni sul
mangiare sono assai ampie rispetto a come le percepiamo. Per questo ho trovato necessario ricalcare le parole biografiche, e non, per descrivere in modo esauriente, ma non del tutto, quel che il nostro Wendell Berry ha da "raccontarci". Buona lettura e ricorda che per dire la tua basta una semplice email |
![]() Wendell Berry manifesto del contadino impazzito (versione inglese) manifesto del contadino impazzito (versione italiana) |
“Mangiare
è un atto agricolo”.
In
questo aforisma si racchiude il mondo di Wendell Berry,
poeta,
scrittore, saggista, docente di letteratura all'Università
del
Kentucky, e soprattutto coltivatore.
Berry nasce nel 1934 in Kentucky, Stati Uniti, in una famiglia di coltivatori di tabacco. Studia scrittura creativa alla Stanford University e dal 1962 al 1964 insegna inglese alla New York University's University College of Bronx. Dopo anni di viaggio e di studio Wendell Berry decide di tornare nel Kentucky dove inizia a insegnare scrittura creativa e a condurre una piccola fattoria, la Lane's Landing Farm, dove lavora con la moglie. Il suo impegno nel sostenere lo sviluppo di un'economia alimentare sostenibile, basata sul rapporto diretto tra i produttori locali e i consumatori, lo avvicina all'esperienza dei “farmer markets” californiani, nuova modalità di distribuzione conosciuta in Italia anche come “filiera a km. zero”, che consente di eliminare i passaggi dal produttore al consumatore finale e di favorire la cultura territoriale del cibo nonchè di eliminare costi e impatto ambientale. Coltiva i campi, alleva animali, si scalda con il legname raccolto nel bosco, non ha computer, vive armoniosamente il suo rapporto con l'ambiente che, come dice lui stesso, è necessariamente biologico: un modello in cui è fondamentale la “corrispondenza tra ecosistema e raccolto, campo e agricoltore”. Fonda con i suoi figli una comunità rurale che è la sua risposta all'esigenza di rinnovamento che l'attuale crisi del sistema economico mondiale rende sempre più impellente: contro le distorsioni del gigantismo industriale e della globalizzazione livellatrice, Berry oppone un “autogoverno della vita”, basato sulla biodiversità e sulle pratiche sostenibili radicate nelle tradizioni e nella coscienza delle comunità locali. Affianca alla sua attività di contadino quella di scrittore: almeno 40 pubblicazioni all'attivo tra poesie (famoso il suo “Manifesto del contadino impazzito”), racconti, saggi (come “la Risurrezione della rosa. Agricoltura, luoghi, comunità” uscito nel 2006 per l'editore Slow Food nell'ambito della collana Terra Madre). I suoi scritti esaltano la vita agricola, denunciano le depredazioni dell'economia industriale, la distruzione delle identità autoctone, lo spreco delle risorse che sono la fonte della vita e veicolano un solo e importante messaggio: scegliendo il nostro cibo quotidiano siamo in grado, se vogliamo, di scegliere un tipo di agricoltura capace di salvare il pianeta. Eletto membro del Fellowship of Southern Writers e gi‡ insignito del premio T.S. Eliot per la poesia, Wendell Berry è, come scrive la “New York Review of Books”, non solo un coltivatore ma anche uno dei più grandi intellettuali del nostro secolo. Altri testi di Berry pubblicati in italiano, sono Il corpo e la terra, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1979; Il dono della buona terra, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 1988; Con i piedi per terra, Red,Como 1996; La resurrezione della rosa, Edizioni slow Food 2006. E’ stato definito dal New York Times “il Profeta dell'America rurale”. Per tutto questo, in cui emerge l’amore ed il rispetto della terra, l’idea di futuro per un’economia alimentare sostenibile, la coerenza di vita e di pensiero, É stato assegnato Il Premio Artusi 2008 a Wendell Berry. |
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Viste le precedenti considerazioni fatte mi sento in obbligo di portare avanti, tramandando, quello che è il metodo più originale che il "pre-cucinare" ci permette. Questo non è altro che inserire in un foglio personale quella che è la tua personale ricetta composta da parole, unità di misura, tempi, schematicità, e quant'altro mi possa venire in mente, che diventa il "modo primo" di interpretare il cucinare. Questa prassi non è tanto considerata, ma è fondamentale anche per chi quella ricetta la deve interpretare nei suoi totali aspetti. Come esempio ti "offro" una ricetta che è stata scritta nel 1830 ed una dei giorni nostri ( immagine a sinistra). Un raffronto che potrebbe permetterci di fare opportune considerazioni. A te l'interpretazione ricordandoti che se vuoi dire la tua esiste l'email ( già tre volte citata). Panchisse all'inglese (1830) Si ponga in una catinella oncie *una di fior di farina, un poco di sale, un'oncia o più d'acqua di fiori d'aranci, sei ova, cioè tre intiere e tre senza chiaro, oncie quattro burro strutto, oncie tre zucchero, tre quartucci di latte, e il tutto si manipoli per bene, ed avvertite che sia liquido, si passi per il setaccio, e in padella fatene tante frittatine piccolissime con burro, ovvero olio buono e fresco, avvertendo di rivoltarle, e che siano ben cotte ma non bruciate. Le porterete in un piatto una sopra l'altra, spolverizzando sopra ognuna di esse dello zucchero, e sotto al detto piatto vi porrete del fuoco acciò si mantengano calde e così le darete in tavola. * oncia: pari a 30 gr. circa |
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